8
Mar 2021

Uomo, servirebbe una bella dieta

Il peso dei materiali creati dall’uomo ha raggiunto 1.100.000.000.000 tonnellate, ovvero 1.1 teratonnellate raggiungendo e superando il peso dell’intera biomassa del pianeta. Un dato su cui riflettere pubblicato a fine 2020 dalla prestigiosa rivista Nature.

Tutto questo con un’accelerazione impressionante negli ultimi anni. Se solo all’inizio del 1900 il totale dei materiali realizzati dall’uomo era pari al 3% sulla biomassa terrestre, oggi produciamo “beni” per 30.000.000.000 tonnellate l’anno. Procedendo a questo ritmo, nel 2040 le creazioni umane raggiungeranno le 3 teratonnellate, ovvero quasi tre volte il peso di tutti gli organismi viventi.

Immagine Nature

Quantità di biomassa Vs quantità di materiali umani

Sul fronte naturale la maggior parte della biomassa è vegetale. Circa il 90% di questa, infatti, è rappresentata dalle piante. Seguono batteri, funghi, organismi unicellulari, umani e animali. Le piante peraltro sono quelle che maggiormente si sono ridotte nell’era moderna.

In un periodo fortemente condizionato da una pandemia, fa riflettere che il peso dei batteri sia superiore a quello degli uomini.

Siamo minoranza quantitativa di un Pianeta sul quale dobbiamo trovare un nuovo equilibrio. E va fatto nel nostro interesse, per non soccombere come specie in funzione di eventi climatici, ambientali, dinamiche biologiche o solo per l’indisponibilità di risorse.

La scala del tempo nell’evoluzione della Terra è in milioni di anni. Tutto questo è successo, invece, nel volgere di poche migliaia di anni.

Dal neolitico, 12.000 anni fa, l’uomo ha cominciato lentamente a sostituire alla caccia l’allevamento degli animali domestici ed ha introdotto l’agricoltura in luogo della raccolta. Da quel momento, per azione dell’uomo, la regressione della biomassa è sempre più accelerata ed  è arrivata oggi a più che dimezzarsi.

Gli studiosi hanno coniato un termine per l’era attuale: Antropocene. L’era geologica in cui l’ambiente terrestre, nell’insieme delle sue caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche, è fortemente condizionato su scala sia locale sia globale dagli effetti dell’azione umana (cit. Treccani).

Secondo alcuni l’inizio dell’Antropocene va fatto risalire proprio all’avvento dell’agricoltura, secondo altri all’esplosione degli ordigni atomici. Secondo altri ancora alla rivoluzione industriale. Si tratta in ogni caso di una scelta convenzionale.

L’effetto concreto e misurabile è che il nostro ecosistema è ormai in gran parte determinato dalla nostra stessa capacità di condizionarlo. E il dato di cui stiamo trattando ci dice, plasticamente, quanto peso hanno “le cose” da noi realizzate rispetto a quelle naturali.

Immagine Scientific American

Massa prodotta dall’uomo Vs Biomassa nell’ultimo secolo

Tutto questo non può che avere conseguenze dirette sulla biodiversità ed al tempo stesso sui cambiamenti climatici. Gli attuali modelli produttivi sono fortemente centrati sul carbonio ed in quanto tali condizionano il clima con le emissioni di anidride carbonica.

Dobbiamo quindi iniziare una bella dieta come genere umano.

Non in termini di decrescita, felice o infelice poco cambierebbe. Lo insegnano i dietologi, una dieta sana non è una dieta in cui ci si alimenta meno o con meno qualità. E’ invece un insieme di scelte che determina lo stile di vita. E’ il bilanciamento tra le componenti su cui ci basiamo per vivere che fa la differenza.

Dobbiamo quindi impostare modelli di sviluppo con nuovi rapporti tra la massa di materia prodotta ex novo e quella rigenerata, nonché sulla concentrazione per unità di prodotto di emissioni da fonti fossili. Un’economia realmente circolare, a basso contenuto di carbonio e sempre più orientata alla rinnovabilità delle fonti energetiche.

Come per le migliori diete, è pur sempre una questione di forza di volontà.

 

 

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Daniele Barbone

48 anni nato ad Alessandria, felice papà di Tiziano, vive tra Novara e Milano.

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