26
Nov 2020

Diego Maradona (ennesimo) eroe dei tempi moderni

Era già morto il giorno in cui lo accompagnarono fuori dal campo per mano, in una calda estate americana del 1994.

Semplicemente oggi il campione se ne è andato definitivamente. E con lui anche una persona per tanti motivi poco esemplare.

Una persona che, se non fosse stato un campione, non godrebbe di tanta buona considerazione.

Nella sua vicenda c’è il nostro modo di relazionarci con gli eroi. Ci emozioniamo, urliamo, esultiamo e piangiamo per loro. Grazie a noi viene loro donata l’eternità del ricordo imperituro. A loro perdoniamo tutto. Anche quello che non perdoneremmo al nostro migliore amico.

Non dimenticheremmo di un amico l’abuso di droga, le menzogne, l’abbandono di una compagna in attesa di un figlio, le promesse di redenzione disattese, gli atteggiamenti iperbolici, i comportamenti fraudolenti verso gli altri e verso lo stato. Non credo proprio che lo faremmo. Ma verso gli eroi talvolta lo facciamo.

Perché in fondo abbiamo bisogno di costruire una storia e vogliamo assurgerci a poeti di quel racconto.

Fin dai nostri “padri greci” il ricordo e la narrazione degli eroi sommavano elementi reali ad altri totalmente immaginari. Gli uni e gli altri si sovrapponevano e divenivano più veri del reale.

Un racconto che insieme alla immortalità dell’eroe, concede la definitiva consacrazione del poeta.

Senza Achille non ci sarebbe stato Omero.

E senza Omero, Achille non sarebbe stato un eroe ma un combattente del quale, con la morte, non sarebbe rimasto che ombra e polvere.

Noi siamo Omero. E la nostra Odissea la raccontiamo sui giornali, al bar, sui social network, a cena con gli amici.

Gli Achille dei nostri tempi, fin da Dorando Pietri da Correggio, sono gli atleti.

Con le loro vicende controverse. Con gli allori del traguardo e talvolta con il fango della loro vita.

Alcuni portano le medaglie delle loro vittorie al collo, riuscendo a mantenere la schiena dritta. Esempi fulgidi per le future generazioni scolpiti nella pietra.

Altri invece sprofondano sotto il peso di un’esistenza non all’altezza. A loro è dedicato il racconto degli Omero del tempo.

“Ti ricordi quel giorno che Maradona a Napoli calciò una punizione a due in area contro la Juventus…”

 

BOSTON, UNITED STATES – 25 Giugno 1994 USA, Boston; Argentina- Nigeria (ARG – NGA) 2:1; Diego MARADONA/ARG controllo doping(Photo by Michael Kunkel/Bongarts/Getty Images)

 

 

 

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Daniele Barbone

48 anni nato ad Alessandria, felice papà di Tiziano, vive tra Novara e Milano.

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