4
Jan 2021

Papa Francesco e lo sport

Gazzetta dello sport apre il 2021 con una lunga intervista a Papa Francesco. Il Pontefice ci guida nella sua visione del mondo sportivo con parole che rivelano il tifoso argentino tanto quanto il fine teologo gesuita.

Un vero e proprio speciale che vorrebbe porsi come una enciclica laica sullo sport (cito testualmente). In realtà esiste un documento ufficiale Vaticano pubblicato nel Giugno 2018 ed aperto dalle riflessioni del Papa, dal titolo “Dare il meglio di sé. Documento sulla visione Cristiana dello sport e della persona“. Lo riprenderemo in coda. Ora torniamo all’intervista.

“La Chiesa ha sempre nutrito grande attenzione per il mondo dello sport, una delle grammatiche più comprensibili per parlare ai giovani”. Chi di noi non ricorda il campo di pallone sempre annesso alla parrocchia o all’oratorio. E’ la pratica che da Don Bosco ad oggi le parrocchie hanno sempre perseguito per raccogliere i giovani ed unirli intorno alla comunità cattolica del posto. Il luogo del gioco, diventa il luogo dello sport, praticato come primo approccio educativo organizzato e collettivo.

Da li per molti di noi, sono venute le regole di base sulle quali confrontarsi con gli altri. Scuola e oratorio. Campo di calcio e cortile. Varrebbe la pena domandarsi se nel mondo occidentale sia ancora così. Spesso nei miei viaggi ho incontrato questo tipo di realtà nei paesi in via di sviluppo o nelle comunità ai margini delle grandi città. Ma qui da noi i device sembrano sempre più sostituire la vita comunitaria dei cortili, in oratorio o sul campetto del pallone.

Le riflessioni dell’intervista si spostano poi sugli esercizi spirituali che diventano nell’intervista di Papa Francesco, un racconto legato alla sua esperienza di Gesuita. Il fondatore della Compagnia di Gesù, Ignazio di Loyola, infatti aveva ideato questa pratica stabilendone esattamente lo scopo. «Con Esercizi spirituali si intende ogni modo di esaminare la coscienza, meditare, contemplare, pregare vocalmente e mentalmente e altre operazioni spirituali. Come, infatti, il camminare e il correre sono esercizi corporali, così si chiamano esercizi spirituali tutti i modi di disporre l’anima a liberarsi di tutti gli affetti disordinati e, una volta eliminati, a cercare e trovare la volontà divina nell’organizzazione della propria vita per la salvezza dell’anima.» (Ignazio di Loyola, Esercizi spirituali, prima osservazione introduttiva)

Bergoglio in questo senso, richiamandosi proprio a quella visione,  indica “la volontà genera la pratica, la pratica genera l’esercizio e l’esercizio procura le forze per qualsiasi lavoro“. Messaggio che può benissimo essere rivolto a qualsiasi sportivo o a chiunque si ponga un obiettivo importante.

Ancora nel solco delle regole di vita, un ulteriore richiamo molto interessante “Non basta sognare il successo, occorre svegliarsi e lavorare sodo. Lo sport è pieno di gente che, col sudore della fronte, ha battuto chi era nato con il talento in tasca. La fame quella vera è la motivazione più formidabile per il cuore: è cogliere l’unica occasione che ti danno e giocartela”.

Voglio concludere questa breve riflessione riprendendo alcuni passaggi del documento ufficiale del 2018. Nelle circa sessanta pagine vengono trattati tanti aspetti del mondo sportivo. Culturali, etici, storici, sociologici. E in un breve capito viene anche richiamato il punto di contatto tra ecologia e sport.

La riflessione ha un suo punto di partenza nella relazione tra gli sportivi. Diversi tra loro, con storie e vite anche molto distanti. Più sale il livello agonistico e più le differenti origini si ampliano. Ma è il comune percorso determinato nella pratica sportiva che esprime anche il senso della chiave di lettura ecologica. E’ la comprensione di fare parte di qualcosa di più grande. Nella responsabilità condivisa che determina il comune impegno. Che prescinde dal singolo. Vivendo un esperienza che può dare un senso e un obiettivo all’esistenza.

“Vi invito a mettervi in gioco nella vita come nello sport. Mettervi in gioco nella ricerca del bene, nella Chiesa e nella società, senza paura, con coraggio e entusiasmo. Mettervi in gioco con gli altri e con Dio; non accontentarsi di un ‘pareggio’ mediocre, dare il meglio di sé stessi, spendendo la vita per ciò che davvero vale e che dura per sempre”

La Gazzetta dello Sport 2 Gennaio 2021

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Daniele Barbone

48 anni nato ad Alessandria, felice papà di Tiziano, vive tra Novara e Milano.

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