10
Mar 2020

Si può andare a correre alla luce dei DPCM approvati ?

Mi arrivano molte domande su questo tema. Tra il primo Decreto, approvato l’8 Marzo, e il secondo del 9 Marzo, qualcuno è confuso ed è bene (cercare) di fare chiarezza.

I due DPCM hanno come ratio quella di realizzare il cosiddetto isolamento sociale.

Più si riuscirà a metterlo in atto e prima l’estensione dell’epidemia Covid-19 inizierà a regredire.
L’isolamento sociale è definito come “la perdita di contatto con il mondo esterno”. In questo caso il contatto è chiaramente quello fisico.

Ogni iniziativa deve pertanto tendere ad evitare il contatto fisico tra persone.

Il Decreto indica poi che “sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati”. Questo significa che non è in alcun modo possibile organizzare competizioni. In un successivo articolo il Decreto vieta anche gli allenamenti in spazi aperti. Collettivi o semicollettivi (per piccoli gruppi) poco cambia. Perché gli allenamenti sono consentiti solo in “impianti sportivi utilizzabili, a porte chiuse, soltanto per le sedute di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale”. Quindi i soggetti per i quali è prevista una specifica deroga sono SOLO gli atleti riconosciuti “dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali ed internazionali”. Tutti gli altri non si possono allenare. Senza eccezioni di luogo o di numero di persone coinvolte.

Quanto all’attività motoria all’aria aperta il DPCM indica che “lo sport e le attività motorie svolti all’aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro”. Questa parte della norma si presta a varie interpretazioni.

Noi Italiani siamo singolarmente bravissimi a trovare le regole che riguardano gli altri, mentre le eccezioni riguardano ovviamente solo noi.

Ad ogni modo oggi il Governo ha chiarito quanto segue:

Quesito 9. E’ consentito fare attività motoria? Sì, l’attività motoria all’aperto è consentita purché non in gruppo.

Il testo si riferisce ad “attività motoria” che è altra cosa rispetto a Sport. Le differenze sono notevoli.

Per comprendere queste differenze usiamo le Linee Guida del Ministero della Salute redatte nel 2019.

Prima differenza sostanziale è nel fine. Lo sport ha finalità ludica, sociale e aggregativa e riguarda un’attività che si rivolge a una collettività. Da qui lo scopo sociale ed aggregativo. Il raggiungimento dell’isolamento sociale è una finalità del tutto incompatibile.

L’attività motoria ha invece finalità preventiva, di mantenimento e curativa. Un decreto che si pone finalità di salute collettiva ed individuale non può in alcun modo contrastare con questa finalità.

Seconda differenza è il contenuto dell’attività. L’espressione “attività motoria” è sostanzialmente usata come sinonimo di attività fisica. Attività sportiva invece è un’attività ben definita e comprende situazioni competitive strutturate e sottoposte a regole e norme ben precise stabilite da federazioni. Che si tratti di competizione o di allenamento al momento, come già detto, non è pertanto consentita se non per gli atleti richiamati in precedenza e in luogo chiuso.

Le attività consentite rispetto a queste sono quindi quelle richiamate dalle Linee Guida, così come dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, e comprendono “movimenti come camminare, andare in bicicletta, ballare, giocare, fare giardinaggio e lavori che fanno parte dell’attività motoria spontanea”. Nella definizione di attività motoria spontanea rientrano i gesti motori di base quali camminare, correre, saltare, lanciare, arrampicare, rotolare che sono poi alla base di attività complesse che si realizzano negli sport.

Ognuna di queste attività può essere realizzata ad una condizione chiaramente espressa dal Decreto all’articolo 1 comma 3d, ovvero “a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro”. Si badi che non parla di avere una distanza da “altri atleti”. Perché se ci sono altri atleti si rientra nella definizione di sport che (repetita iuvant) al momento è vietata.

Il termine distanza interpersonale va interpretato come distanza da chiunque. Per cui se vuoi andare a camminare o correre o vuoi fare un giro in bici, lo fai non per allenamento e comunque in un parco aperto e molto amplio, in campagna, in montagna e ovunque sia possibile stare sempre e comunque ad oltre un metro di distanza da chiunque si possa trovare anche accidentalmente sul tragitto.

Spero di aver dato un contributo alla comprensione di una norma che ha un fine chiaro, ma che per cultura non ci vede così propensi a volerla accettare facilmente.

Buona attività motoria di base, a condizione che sia in spazi aperti o a casa e comunque da soli.

Sullo stesso argomento leggi anche gli aggiornamenti:

Dopo il DPCM 11 marzo si può ancora andare a correre?

Cosa rischiano i “furbetti della corsa”?

Distanza di sicurezza “droplet” per runner e camminatori

 

cocktail dresses
Daniele Barbone

48 anni nato ad Alessandria, felice papà di Tiziano, vive tra Novara e Milano.

Leggi la bio

Instagram

Instagram has returned invalid data.

Follow Me!