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Feb 2021

Super atleti con elisir di lunga vita

Tutta la mitologia antica ha la narrazione dell’elisir di lunga vita. Dalla Cina, all’India, al mondo Greco Romano, a quello Arabo, fino ai conventi medievali. La stessa parola elisir indicava anticamente il nome col quale gli alchimisti chiamavano la sostanza che avrebbe dovuto trasformare i metalli vili in oro. E dunque l’età che avanzava in eterna giovinezza.

Anche i Vangeli riportano la citazione della “sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna” (Giovanni 4,13-14).

Sembra però che in questi tempi moderni lo sport sia caratterizzato proprio dall’elisir che rende eterni diversi super atleti.

Eliud Kipchoge 36 anni maratoneta keniota, detentore del record mondiale della maratona con il tempo di 2h01’39”. Unico uomo ad essere sceso sotto le due ore, grazie all’evento appositamente organizzato in “condizioni ottimali” nel 2019 al Prater di Vienna.

LeBron James 36 anni playmaker nei Los Angeles Lakers. Meglio noto come King James. 4 titoli NBA di cui l’ultimo recentissimo, e con una serie di record che ne fanno l’erede legittimo al trono di Michael Jordan (che per la cronaca vinse il suo sesto e ultimo titolo a 35 anni).

Cristiano Ronaldo  36 anni calciatore, attaccante della Juventus e della nazionale portoghese, tra i più grandi giocatori della storia. 5 Champions League e una quantità di titoli e record senza eguali. Ancora oggi “affamato” di vittorie.

Tom Brady 43 anni giocatore di football americano statunitense che milita nel ruolo di quarterback per i Tampa Bay Buccaneers della National Football League ed ha raggiunto la finale del Super Bowl per nove volte, vincendone sei tra quei quella recentissima.

Roger Federer 39 anni, tennista svizzero, attualmente ancora numero 5 del ranking ATP, soprannominato King Roger è considerato uno dei migliori tennisti di tutti i tempi nonché uno dei più grandi sportivi di sempre. 20 titoli dello slam e quanti più record si possa immaginare.

Lewis Hamilton 36 anni, pilota automobilistico britannico della Mercedes, uno dei più grandi piloti di tutti i tempi, statisticamente il più vincente nella storia della Formula 1 con 7 titoli mondiali, e non pare aver voglia di smettere.

Si potrebbe continuare a lungo citando tra gli atleti di vertice nelle rispettive discipline ed in attività Federica Pellegrini (coi i suoi “soli” 32 anni), Gigi Buffon (43), Zlatan Ibraimovich (39), Rafael Nadal (34),  Floyd Mayweather pugile che ha combattuto l’ultimo match tre anni fa a 40 anni, ancora molti altri ce ne sono.

Tutto questo fino a solo 20 anni non sarebbe stato pensabile. Uno sportivo 30enne di alto livello era alla soglia limite della sua massima efficienza atletica e fisica e si apprestava a vivere gli ultimi anni di carriera. Ma oggi non è più così. Nella fascia 30-35 ci si trova nel punto più alto delle prestazioni e di conseguenza dei risultati ottenibili. Non stupisce quindi che ci sono poi eccellenze che arrivano ben oltre.

Questa evoluzione è dovuta ad un mix di condizioni che sono sia soggettive che oggettive.

La progressione delle caratteristiche atletiche medie della popolazione è in crescita globale. Nutrizione migliore, sistemi sanitari sempre più efficienti. Conoscenze mediche su larga scale più diffuse. Un dato emblematico è stata l’evoluzione dell’altezza media delle popolazioni. Per l’Italia questo dato ha evidenziato negli ultimi 100 anni una crescita di altezza media di 13 cm per gli uomini e di 11 per le donne. Con una popolazione mediamente più strutturata fisicamente, emerge una categoria di atleti a sua volta più performante e dotata.

Ma la vera differenza è in altro. L’evoluzione più grande si è avuta nelle tecniche di allenamento e nell’evoluzione delle organizzazioni sportive. Oggi l’atleta di alto livello è al centro di un modello organizzativo che non lascia nulla al caso. Il corpo, la mente, il contesto complessivo di lavoro, sono oggetto di una cura che è metodica e scientifica. L’elaborazione dei modelli di allenamento, di studio dei dati, i nuovi attrezzi di lavoro in palestra e sul campo, la gestione delle varie fasi di lavoro dell’atleta sono senza eguali nella storia sportiva.

Poi l’ulteriore elemento è la cura che il singolo professionista ha di sé. In questo senso forse il più grande elisir di giovinezza è proprio questo. Parliamo di personaggi che hanno comportamenti ed abitudini non comparabili. Senza questa caratteristica nessuna dote tecnica o prestativa può permanere a lungo.

Cura del corpo, alimentazione sana, regole ferree di comportamento. Ed il contesto comunicativo tende a premiarli. Oggi fa più notizia forse la doppia o tripla sessione di allenamento di CR7 durante le vacanze estive, che non l’ennesima Balotellata di un qualsiasi altro calciatore.

Lunga vita dunque a questi atleti ed a tutti gli atleti di qualsiasi livello.

 

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Daniele Barbone

48 anni nato ad Alessandria, felice papà di Tiziano, vive tra Novara e Milano.

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